Bye Bye 2025…. benvenuto 2026

E’ gennaio di un nuovo anno, il primo giorno al rientro in ufficio, e si tira il fiato. Di un anno passato, di un anno che ha segnato il mio primo “mezzo secolo”. E’ stato un altro anno intenso… fatto di tanti eventi, alcuni positivi, alcuni meno, che hanno segnato ancora una volta il mio percorso.

E’ stato il primo anno di un lavoro nuovo, che a fatica ma con impegno mi sono messo ad imparare, per certi versi. E’ stato un anno in cui si sono fatti dei grandi viaggi, alcuni veramente molto grandi, come a maggio in Colombia, una terra che mai avrei pensato di visitare. E’ stato un anno in cui sono mancate delle persone care… e in cui molti, hanno sofferto, e io con loro.

E’ stato un anno ancora di pensieri, tanti, troppi, sempre uguali…. quei pensieri che non vanno via, quelle domande cui non si trova mai risposta, quello jojo e montagne russe, quei “se io avessi … ” che sono tanto inutili da chiedersi quanto insistenti nel ritornare, costantemente e sistematicamente, nella mia mente.

Ma è stato, il 2025 per definizione, l’anno dei 50. Un numero che non è solo un simbolo, un numero che ancora di più segna per me il passaggio del tempo. Un tempo che inizio, forse per la prima volta, a sentire. Un orologio che continua a girare le sue lancette Facendomi pensare a tutto quello che è stato… a tutto quello che poteva essere…. a tutto quello che è oggi…. e a tutto quello che voglio oggi e per il mio futuro, e quello che manca da fare. E’ come se sentissi che c’è un timer …. un conto alla rovescia…. senza sapere da quanto parte, ma sapendo che sta andando a zero, e non torna indietro. Non mi genera ansia il timer in se, intendiamoci: ma guardo indietro e mi chiedo: e quindi? cosa ho fatto? che cosa mi sono portato a casa ad oggi? sono contento? sono felice dove sono? ho raggiunto i miei obiettivi?

E soprattutto… se una o piu’ delle domande sopra hanno “no” o “in parte” come risposta…. mi chiedo: cosa posso fare, oggi, per cambiare la risposta in “si”?

Sento di essere sempre allo stesso punto…. ma con meno tempo a disposizione: qualcosa dipende da me…. e qualcosa no. Ciclicamente, torno lì: il passato, che impatta il presente, che condiziona il futuro, che mi riporta al passato. Come un’opera incompiuta, come qualcosa che è mancato, saltato, e che mi porta a pensare, pensare, pensare. Non controllo tutte le variabili, non potrei. E sento che molto, molto non dipende da me. E quello che dipende da me…. inizio ad essere stanco, e insicuro di volerlo e poterlo cambiare e realizzare. Faccio fatica, l’energia – soprattutto mentale prima ancora che fisica – è diminuita. Semplicemente, inizio a dirmi: non ho piu’ voglia…. e questo, sinceramente, non mi piace.

Non mi piace perchè sono uno che non si arrende, mai. Che prova, e ci riprova, soprattutto per le cose per cui vale davvero la pena combattere, per le cose che penso possano migliorare la mia vita, per le cose che mi possono rendere felice. Io sono felice, oggi: ho davvero tanto, per cui essere felice. Ho la salute, fortunatamente, una cosa fra tutte: non è più scontato, a 50, non è banale. Sto bene, ringraziando il cielo, mi sento bene. Ma…. c’è sempre un ma. Purtroppo non apprezziamo mai fino in fondo quel bello e positivo che abbiamo, pensiamo sempre a ciò che ci manca. E io, sento che mi manca qualcosa.

Cosa mi aspetto dal 2026 ? Siamo realisti. Alcune cose, non cambieranno. Altre potrebbero: ma sono veramente pronto ? lo voglio veramente? quante energie …. per cosa ? Non voglio fermarmi. Ma nemmeno continuare a correre. E rallentare…. non mi rende felice, appagato, soddisfatto. Non sono io, mi conosco. Se mi arrendo, se mollo…. poi sarebbe peggio. Vale in ogni campo che mi riguarda: lavoro, affetti, amici. E allora la sfida è : provarci… sempre ed ancora… .consapevole che qualcosa posso cambiare, qualcosa no, e forse per qualcosa, non ci sarà tempo. Perchè adesso c’è anche questa variabile che pesa: 10 anni fa… avevo 10 anni in meno…. e avevo 10 anni davanti. Quei 10 anni sono passati… non è piuù 39+1… è 49+1. E’ 50.

Il tempo… sempre lui. Voglio imparare ad apprezzare, accettare e godere, di quanto c’è, oggi. A non dare qualcosa per scontato. Che non significa accontentarsi…. significa aprire bene gli occhi su quello che c’è già e metabolizzare ciò che manca. Non posso spegnere gli interruttori nella mia testa: quei pensieri, lo so, resteranno per sempre. I “potevo fare….”, i “ma se invece di concentrarmi su quello, avessi fatto quell’altro…. “, i “ma perchè….?”. Resteranno, e dovranno essere gestiti.

E poi… dare una priorità. Se non avrò tempo per realizare tutto, perchè tutto o parte non dipende da me, allora …. concentriamoci su quello che invece posso mettere a terra con le mie forze. Resterà la malinconia, ma almeno arriverà la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile. Che non so quanto mi consolerà…. ma almeno, avrò fatto quello che era possibile fare.

Come sempre: il passato… non si può cambiare. Ma il presente, e il futuro sì.

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